Nerina Cocchi

Cofondatrice e codirettrice artistica di inoutput, Nerina Cocchi è un’artista di teatro che opera a livello internazionale. Il suo lavoro usa la presenza fisica, la site specificity e la poesia come strumenti per una pratica artistica civicamente attiva che attraversa le culture.

Diplomata del Collegio del Mondo Unito Waterford Kamhlaba nello Swaziland, di Middlebury College negli Stati Uniti e delll'Université di Paris 8, Nerina risiede attualmente a Bruxelles dove ha recentemente co-diretto il laboratorio CODE al Centro Culturale Le Senghor, così come l’evento “SHOCK! 1914” alla Biblioteca Reale del Belgio per la Museum Night Fever 2015.

Come regista, ha messo in scena “Ni una más”, un monologo sulla violenza sulle donne (Spoleto, Trieste and Verona, Italy), lo spettacolo partecipativo “POST•M” (Parigi e Saint-Denis, et, USA), un’adattamento per cinque attori di “Novecento” di Alessandro Baricco, “Manifesto for Another World” di Ariel Dorfman (Middlebury, USA), e “4.48 Psychosis” di Sarah Kane (Waterford, Swaziland).

Nerina si specializza anche nella traduzione e nell’interpretariato per l’arte e lo spettacolo (inglese-francese-italiano). Tra i tanti, lavora con i Motus dal 2012, e ha tradotto, in francese, il testo teatrale “Wider Than the Sky” di Jessica Litwak e, in inglese, “Lampedusa Beach” e "Lampedusa Snow" di Lina Prosa (in collaborazione con Allison Grimaldi Donahue). Ha fatto da interprete ad artisti come Claudia Castellucci e Melanie Joseph, lo scultore di maschere Donato Sartori, e i fotografi Roberto Masotti e Silvia Lelli.

Nerina lavora attualmente come assistente alla regia per la regista americana Karin Coonrod per i progetti in Italia della Compagnia de' Colombari's, “Orfeo in Orvieto” e “The Merchant in Venice”.